iccardo Sozzi

Gli hackers e la loro etica

Gli hackers, i veri hackers, sono degli esseri umani molto strani:
adorano le sfide, capire cosa c'è sotto al cofano, che si parli di un motore meccanico, di modellismo ferroviario, di software o di altri aspetti della vita (perlopiù scientifici, ma non solo).
Gli hackers sono pigri di natura e amano non ripetersi, pertanto desiderano usare il lavoro altrui per migliorarlo magari collaborando insieme ad altri, perché lo considerano più piacevole, ma soprattutto più efficace.
Gli hackers abilitano l'intelligenza collettiva, creando e alimentando intere comunità virtuali.
Il loro rispetto assoluto, direi tribale, lo dimostrano verso tutti coloro che amano ragionare, capire come funzionano le cose, smontando, costruendo, sperimentando, giocando.
Gli hackers se ne fregano della razza, della religione e del sesso degli altri.
Hanno una visione ludica delle cose, e sono guidati esclusivamente dalla loro passione.
Il loro unico nemico è la burocrazia e tutto ciò che si mette in mezzo tra loro e la conoscenza.
Gli hackers detestano il concetto di copyright, i manager che dicono a loro cosa fare (se non coincide con i loro interessi), le password, le gerarchie.

I prodotti degli hackers

Pensate che siano solo dei giocherelloni? Le banche, gli enti governativi, le grandissime aziende, e noi come utenti finali, usano e usiamo direttamente o indirettamente software creati da questi hackers.
Il motivo per il quale dovremmo prendere lezione da questi ragazzi, creativi quanto indisciplinati, sta nel fatto che questo mondo che viviamo ora, l'hanno creato loro.
Ogni giorno condividiamo le nostre emozioni sui social network, ci guardiamo un video su youtube
(o su pornhub :), ascoltiamo la canzone del nostro cantante preferito in streaming, affittiamo una casa tramite Airbnb, cerchiamo informazioni, sicuri di trovarle già nella prima pagina di Google, compriamo il nostro gadget elettronico preferito su Amazon, che conosce meglio di noi i nostri gusti.
Ecco, questo mondo qui, che ci piaccia o no, è stato creato dagli hackers, ovvero da developers affamati e sufficientemente pazzi da credere all'impossibile, per poi vederlo implementato, qualche giorno dopo, tra le righe del loro codice.
Forse varrebbe la pena di conoscerli meglio per cercare di capire se la loro visione del mondo, che ha prodotto così tante cose eccellenti, non possa essere esportata anche nelle aziende, ovviamente con un diverso e attento approccio manageriale.



la mia abitazione a Collesalvetti è in vendita.

una selezione di foto dei miei viaggi,
i più belli sono senz'altro quelli di gruppo
con l'agenzia:
viaggi avventure nel mondo

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in questa sezione:

- i miei lavori principali
- gli appunti, gli schemi
- le mie conoscenze e idee

"iniziali fantastiche"
dal manuale di calligrafia di
Cesare Silvestrini (1901),

{fornitomi da Umberto Rossi "RUM",
a Montecerboli}


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